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Innescare un artificiale in gomma su un amo di tipo offset è un’operazione che necessita di alcune piccole accortezze per dare un risultato ottimale, a tutto vantaggio della funzionalità dell’esca stessa. Oggi risponderemo in modo semplice alle domande che tanti amanti dello Spinning si pongono quando si trovano davanti a questo tipo di montaggio.
Parola d’ordine: proporzione
Nel mondo dello Spinning le gomme sono diventate via via sempre più importanti per merito delle caratteristiche uniche che le contraddistinguono, prima fra tutte una naturalezza nelle movenze praticamente irraggiungibile per qualsiasi altro artificiale in plastica, legno o metallo.
Tuttavia per far esprimere all’esca tutte le proprie qualità è fondamentale che essa sia innescata nel modo migliore possibile e su un amo che sia correttamente proporzionato. Perché anche le gomme migliori nuotano male se vengono innescate male...
Cos’è un amo offset
Gli ami offset si distinguono immediatamente da tutti gli altri tipi di amo per via della loro forma, in particolare vicino all’occhiello. In questa zona infatti l’amo presenta una piccola “S”, una doppia curva ad angolo retto che consente di avere la punta e l’occhiello allineati sullo stesso asse. Come vedremo, è proprio la doppia curva a determinare le fasi dell’innesco della gomma con questi ami, che avviene facendo entrare la punta nell’esca dalla parte inferiore e facendola fuoriuscire leggermente dalla parte superiore, conferendo delle ottime proprietà anti incaglio e anti alga.
I consigli di Flavio
Avere la punta dell’amo nascosta o che sporge a malapena al di fuori dall’esca non riduce le possibilità di ferrata: quando il pesce morde l’artificiale e noi ferriamo, la gomma si schiaccia e la punta fuoriesce completamente.
In commercio troviamo ami offset di diversi materiali, spessori e libbraggi. Ma tra tutte le caratteristiche, le più importanti sono la larghezza gambo-punta e la lunghezza complessiva, due fattori da tenere sempre in considerazione per avere un buon abbinamento con la forma dell’artificiale che andremo ad innescare, come vedremo meglio tra poco.

Una panoramica tra ami offset e gomme
L’innesco dell’amo offset
Vediamo insieme come innescare una gomma su un amo offset e quali sono le fasi necessarie, la prima delle quali consiste nell’identificare la parte superiore ed inferiore dell’esca. La seconda cosa da fare è osservare bene l’amo scelto, e valutare la distanza tra l’occhiello e l’inizio della doppia curva ad “S”: questa piccola misura, nell’ordine dei millimetri, è fondamentale per avere un buon innesco e ci servirà in uno dei passaggi che stiamo per eseguire.

Una distanza piccola ma importante
Per cominciare l'innesco afferriamo l'artificiale tenendo ben ferma la testa ma senza coprirne la superficie frontale perché è proprio da lì che dovremo far entrare la punta dell'amo. Appoggiamo la punta al centro della superficie della testa, avendo cura di essere precisi, dopodiché inseriamola all’interno della gomma in misura pari alla distanza occhiello – doppia curva del nostro amo offset. Fatto ciò, ruotiamo la punta verso la parte inferiore dell’esca e riprendiamo a forare fino a far fuoriuscire la punta stessa e l’ardiglione dalla gomma.
Facciamo scorrere l’esca lungo tutto il gambo dell’amo fino ad arrivare all’occhiello. A questo punto ruotiamo l’amo su sé stesso di 180 gradi, in modo tale che, dopo la rotazione, la punta risulti rivolta verso l’artificiale: durante questa operazione la parte forata della testa dell’esca si andrà ad alloggiare perfettamente nello spazio tra l’occhiello e la doppia curva dell’amo offset, grazie al fatto che i due fori nella gomma hanno proprio quella stessa distanza.
A questo punto dobbiamo inserire l’amo nella parte centrale dell’artificiale, dal basso verso l’alto, ma dobbiamo capire il punto esatto dove far entrare la punta. Per valutarlo, appoggiamo l’amo sul fianco dell’esca e osserviamo dove arriva l’estremità della curva del gambo, prendendo il segno con il pollice: dovremo forare la gomma esattamente a quella distanza dalla testa, ma facendo penetrare l’amo dalla parte inferiore dell’artificiale. Afferriamo la gomma in quella zona, portiamola verso la punta e buchiamola perpendicolarmente stando attenti che l’amo passi esattamente per l’asse longitudinale dell’esca fuoriuscendo poi dal dorso.
Non ci resta altro da fare che sistemare l’innesco con le dita in modo che la punta sia parallela all’artificiale ed il gioco è fatto, la nostra gomma è perfettamente innescata.







L'innesco completo
I consigli di Flavio
Tutte le accortezze che abbiamo descritto servono ad avere una gomma innescata perfettamente, senza che questa sia storta, stirata o compressa. Ciò fa la differenza in pesca e il nostro artificiale può nuotare perfettamente senza torsioni o assetti di nuoto errati.
Come scegliere l’amo offset giusto
Ora che abbiamo visto come si innesca una gomma su un amo offset, diventa più chiaro il ruolo svolto da una delle importanti caratteristiche a cui facevamo riferimento in precedenza, ovvero la larghezza. Entrando più nello specifico, la larghezza distingue gli ami offset in due grandi famiglie: i round bend e i wide gap.
Gli ami offset round bend presentano un gambo lungo e dritto, con una curva rotonda e regolare. Il loro aspetto ricorda molto quello di un amo Aberdeen, eccezion fatta per la “S” vicino all’occhiello ovviamente. I round bend sono ideali per innescare tutti gli artificiali dal corpo sottile, come ad esempio i classici vermoni siliconici e in generale tutti gli artificiali lunghi e snelli.
Gli ami wide gap invece si riconoscono immediatamente per il loro gambo che disegna una curva molto ampia, che quindi consente di avere uno spazio notevole tra il gambo stesso e la punta dell’amo. I wide gap sono la scelta da fare se si desiderano innescare gomme dal corpo spesso e voluminoso, soprattutto nella parte centrale. Un amo stretto, infatti, non avrebbe spazio a sufficienza per far alloggiare completamente l’esca, e la punta dell’amo non si potrebbe posizionare nel modo corretto.
Dopo aver capito quanto dev'essere larga la curva dell’amo per adattarsi bene alla nostra gomma, dobbiamo valutare anche un altro fattore: la lunghezza. Una volta inserito, l’amo costituisce inevitabilmente un irrigidimento per la struttura dell’esca, perché ne andrà a vincolare i movimenti a seconda delle sue dimensioni. Per regolarci nella scelta delle dimensioni più adeguate ricordiamoci che il punto dove l’amo attraversa la gomma nell’innesco non deve ricadere troppo vicino alla parte posteriore dell’esca. In alcuni artificiali è presente una zona apposita che aiuta nel capire dove dovrebbe trovarsi la punta a montaggio ultimato.
I consigli di Flavio
Meno vincoliamo la parte posteriore della nostra gomma, più questa sarà libera di muoversi ed esprimere la sua naturalezza.

Differenza tra gli ami offset wide gap (sopra) e round bend (sotto)

Per ogni gomma, il suo amo